Una regione, molti territori olivicoli
L'olivicoltura campana attraversa ambienti molto differenti: il Cilento e le colline salernitane, la Penisola Sorrentina, l'Irpinia, l'area casertana e il Sannio beneventano. Cambiano altitudine, esposizione, suoli, cultivar e tradizioni produttive; di conseguenza non esiste un unico profilo sensoriale valido per tutto l'olio della regione.
La provenienza «Campania» è quindi il primo livello della carta d'identità. Zona più precisa, denominazione, cultivar, produttore e lotto permettono di capire quale territorio si trova davvero nella bottiglia.
Le cinque DOP e l'IGP Olio Campania
La Regione Campania elenca cinque oli a Denominazione di Origine Protetta: Cilento, Colline Salernitane, Penisola Sorrentina, Irpinia – Colline dell'Ufita e Terre Aurunche. Ogni DOP ha una propria zona e un disciplinare specifico.
L'IGP Olio Campania copre invece il territorio regionale e ammette un insieme definito di varietà. DOP e IGP certificano un legame geografico secondo regole diverse; non sono una classifica automatica della qualità. La guida al significato di DOP e IGP spiega requisiti e limiti dei due regimi.
Le cultivar cambiano da zona a zona
Fra le varietà presenti nei disciplinari e nei territori campani compaiono, fra le altre, Pisciottana, Rotondella, Ravece, Sessana, Minucciola, Ogliarola campana, Ortice, Ortolana e Racioppella. Non sono intercambiabili: ciascuna interagisce con ambiente, annata, maturazione e processo.
Un monovarietale mette in evidenza una sola cultivar; un blend combina varietà differenti. In entrambi i casi il nome regionale non basta a prevedere il gusto: bisogna leggere zona, composizione e scheda sensoriale del singolo olio.
Il Sannio beneventano nella mappa campana
Il Sannio è l'area interna della provincia di Benevento. Qui l'Ortice è una delle cultivar più rappresentative; Olivicola Cassetta coltiva inoltre Leccino e Monicella, varietà abruzzese originaria della Val Roveto, nei propri oliveti di Morcone.
Per altitudine, pratica biologica, filiera aziendale e profilo dei monovarietali rimandiamo alla guida specifica all'olio biologico del Sannio. Qui il punto è diverso: collocare quel territorio nel mosaico olivicolo dell'intera Campania.





